(Da "Atlante Romagnolo" - il Resto del Carlino)
La storia del comune
Sarsina, città di origine antichissima, fondata da popolazioni umbre, è stata un florido municipio romano, con economia fortemente incardinata al bosco e alla pastorizia: produzione di legname, latte e derivati.
Per la munificenza privata si abbellì di insigni monumenti. Decaduta con il crollo dell'impero romano, pur passando da un dominio all'altro, è riuscita a mantenere parte della propria importanza in quanto sede vescovile. (Di recente la diocesi di Sarsina è stata annessa aria diocesi di Cesena, che ora si chiama Cesena-Sarsina).
Fino al 1859 ha fatto parte dello Stato Pontificio e successivamente del nuovo regno d'Italia.
Il comune, che nel 1964 ha incorporato il comune soppresso di Sorbano, ha una estensione di oltre 100 kmq, dalla media valle del torrente Borello a quella del Savio e lungo il corso del Para, con un paesaggio a volte dolce a volte aspro, che raggiunge la massima altitudine con il monte Rocchetta (m. 800).
L'economia comunale, un tempo esclusivamente agricola, a partire dagli anni Sessanta è in gran parte cambiata con l'insediamento di alcune industrie (plastiche, metalmeccaniche, confezioni) che hanno dato vita anche ad un consistente indotto artigianale. Ciononostante è proseguito il progressivo e lento abbandono delle campagne.
Le principali attrattive
Museo Archeologico Nazionale - E' certamente uno dei più interessanti musei dell'Italia settentrionale. Conserva eccezionali testimonianze della grandezza e importanza di Sarsina in epoca romana. Recenti lavori di ristrutturazione (ancora in corso) hanno portato, tra l'altro, alla ricostruzione del grande mausoleo di Rufo (secolo I, a cuspide piramidale, alto più di 13 metri), nonché di quello, a dado, di Peto (secolo I a.C.) e ad una più razionale ed adeguata sistemazione museografica.
Da segnalare inoltre per il notevole interesse: il grande mosaico policromo detto del "trionfo di Dioniso" (fine II secolo), il gruppo di statue che costituivano l'importante santuario delle Divinità Orientali tra le quali spicca, per bellezza, quella di Attis. E ancora: il ricchissimo lapidario, i corredi tombali, suppellettili varie.
Museo Diocesano di Arte Sacra (Palazzo vescovile. Apertura a richiesta) - In alcune sale sono esposti paramenti appartenuti a vescovi di Sarsina, nonché arredi sacri e una piccola raccolta di campane antiche. Di particolare rilievo una piccola tela raffigurante una "Madonna con Bambino" attribuita al Maestro di Gentile da Urbino (sec. XV).
Basilica - Cattedrale - Costruita nel secolo X, è una delle chiese romaniche più belle della Romagna. E' meta continua di pellegrinaggi e visite per ottenere, da sacerdoti all'uopo incaricati, la benedizione con la "catena di San Vicinio", collare in ferro che una tradizione millenaria fa risalire al Santo, primo vescovo di Sarsina, considerato taumaturgico contro gli ossessi, gli indemoniati o presunti tali.
Altri monumenti ed attrattive - A Sarsina: Mausoleo di Obulacco (secolo I a.C.), a cuspide piramidale; la cosiddetta "Casa di Plauto", vecchio edificio con elementi architettonici di epoca romana, forse una torre delle mura: monumento a Tito Maccio Plauto. Nelle immediate vicinanze: parco attrezzato delle "Marmitte dei Giganti". Si tratta di un curioso fenomeno di erosione fluviale, unico in Romagna. Borgo medioevale di Calbano, sovrastante Sarsina. Lago di Quarto; borgo medioevale di Ranchio.
Manifestazioni - La manifestazione più importante di Sarsina è certamente il ciclo di spettacoli teatrali all'aperto che si svolge ogni anno tra il 15 luglio ed il 15 agosto. Gli spettacoli, organizzati per onorare Tito Maccio Plauto, il più grande commediografo latino nato a Sarsina (250 a.C.-184 a.C.) consistono nella rappresentazione, da parte dei più noti attori, di commedie di Plauto e di altri autori considerati "classici" del teatro (Shakespeare, Molière ecc). |