| Alfero, località del comune di Verghereto, si adagia in una stupenda valle, solcata dalle acque fresche e limpide dell'Alferello, incorniciata da verdi praterie, da un'immensa castagneta, da boschi di cerro e faggio, da estese abetaie, regno incontrastato di falchi e caprioli. L'aria pura che scende dai monti Comero e Fumaiolo, la tradizionale ospitalità della sua gente, la quiete serena dell'ambiente, fanno di Alfero un punto di ritrovo obbligato per chi vuole ritemprare il corpo e lo. spirito.
Numerose e suggestive, nel corso dell'anno, le occasioni di incontro con la genuina tradizione alferese; nel mese di Ottobre, ad esempio, quale occasione migliore se non la tradizionale Sagra della Castagna? A metà ottobre ha luogo ogni anno la Festa autunnale, che promuove il prodotto locale, più diffuso nella zona, ovvero il Marrone di Alfero.
La manifestazione, dalle prime luci del mattino, propone un vasto mercato merceologico che si estende per le vie del paese, dove è possibile trovare di tutto; fra le bancarelle di abbigliamento e dei giocattoli si possono trovare banchi con prodotti tipici di stagione, formaggi, miele, prodotti del sottobosco, funghi, tartufi, dolci artigianali (migliaccio e dolci di castagne), i "Marroni", padroni indiscussi di casa. La Pro Loco di Alfero vende al pubblico le "caldarroste"; per tutti partecipanti distribuzione di vino!
Durante la giornata, viene allestita una mostra micologica. Lungo le vie del paese si possono ammirare "i vecchi mestieri": gli artigiani locali mostrano la lavorazione di legno, pietra, vimini, ecc. Nel pomeriggio, inoltre, il visitatore può divertirsi con i giochi proposti dai ragazzi di Alfero e gli sciucarèn. Ci sono infine alcuni intrattenimenti musicali.
Breve Storia di Alfero
Questa meravigliosa vallata era praticata già nel neolitico, appartenne poi nel secondo millennio a.C. agli Umbri, quindi agli Etruschi e, passaggio obbligato delle legioni romane, fece parte di quell'impero a partire dal 266 a.C.. Nel 542 d.C. fu invasa dalle orde barbare di Totila, re dei Goti; nel 560 fece parte dell'impero di Bisanzio, divenendo poi nel 603 proprietà privilegiata dei Longobardi, passando quindi ai Franchi e alla Chiesa con Pipino il Breve.
L'origine del nome si perde nei meandri della lunga notte dei tempi; di certo è che nel IX secolo sorsero i castelli di Alfero, di Monte Petroso, Rocchetta e Corneto, ricchi di fascino e di storia.
Nel 1090 fu possesso del monastero e poi del trivio. Nel 1250 fu plebanato di Bagno di Romagna e privilegio del visconte Aguselli di Cesena. Nell'anno 1300 sopportò le angherie delle masnade di Guglielmo Novello dei Conti Guidi.
Nel 1404 Jacopo Alemanno Salviati portò lutti e rovine e nel 1424 fu ridotto ad un cumulo di macerie dall'esercito veneto di Angelo della Pergola.
Nel 1500 la natura inclemente sconvolse l'abitato con un'immensa frana e nel 1527 questo territorio fu calpestato dalla ferocia dei Lanzichenecchi. Nei secoli successivi fece parte del Granducato di Toscana e dello Stato Pontificio. |