Brisighella
Sagra del Monticino

 

(Da "Romagna Eventi" settembre 1998 - Dario Montanari)

Nella Valle del Lamone, il primo centro abitato che s'incontra è quello di Brisighella a 12 km da Faenza, circondato da verdi colline, in posizione panoramica particolarmente felice. La sua collocazione ai piedi di una rupe calcarea, da cui partono tre picchi gessosi, sulla cui cima si possono ammirare la Torre di Maghinardo Pagani, la Rocca dei Manfredi e il Santuario del Monticino.

Ogni anno, la seconda domenica di settembre migliaia di visitatori brisighellesi e non si recano lungo la via che porta al Santuario per rendere omaggio alla Madonna del Monticino, di cui i brisighellesi sono tanto devoti. Le origini della Sagra che si svolge nello stesso giorno, in onore alla Madonna, vanno ricercate nel XVII secolo e più precisamente nel 1626 quando la ceramica raffigurante la Madonna con Bambino fu collocata sulla Porta Bonfante (così denominata per la bontà dei fanti che vi facevano la guardia).

La Sacra Immagine, collocata originariamente su di un tabernacolo, attirava la devozione dei tanti agricoltori che passando di lì si fermavano a venerarla prima di recarsi al lavoro. I brisighellesi pensarono di erigervi una cappella in suo onore: il terreno fu donato dal faentino Alessandro Naldi all'arciprete Michele Naldi, per permettere la costruzione della cappella.
Costruita in breve tempo grazie all'interessamento del capomastro Zaccaria Cattani, l'8 settembre 1662 fu trasferita al suo interno l'Immagine Sacra della Madonna rendendole grazie con una solenne processione al monte Cozzolo o Calvario, così detto poichè si mostra ripido e scosceso. Purtroppo nello spostamento la Ceramica si spezzò e per molti anni rimase rudemente rilegata insieme da legature di ferro. Di recente è stato effettuato un restauro molto accurato che ha eliminato le "cuciture".

L'Immagine della Madonna è di autore ignoto; l'opera è circondata a stucchi in finto marmo, la Madonna veste una tunica rossastra con una fascia bianca che funge da cintura, ed ha il capo coperto da un manto verde; con la mano destra tiene in braccio il Bambin Gesù, il gruppo è completato da un cherubino. Il tutto è inserito in una nicchia intagliata nel 1886 dal faentino Francesco Mattioli.

Al culto oggi, grazie alla laboriosità della Pro Loco locale, si affianca una sagra paesana che offre diversi momenti d'intrattenimento: concerti, spettacoli teatrali, conferenze, mostre, mercatini, stand gastronomici.