(Da "Emilia Romagna Eventi" aprile 2000)
Nei giorni 29 e 30 aprile 2000 a Casola Valsenio, il paese delle Erbe, sede del Giardino Officinale più importante d'Italia, si terrà la Festa di Primavera 2000.
La manifestazione è incentrata su una sfilata di carri allegorici di una valenza artistica e culturale unica nel loro genere, con richiami a tematiche d'attualità mescolate a temi mitologici, futuristici o quanto occorra per rendere l'allegoria più efficace e gradevole. I carri sono realizzati su strutture di legno e grigioli e completamente rivestiti in gesso, materiale caratteristico della zona, dove sta nascendo un parco dedicato alla catena montuosa dei Gessi fonte di questo materiale che da anni è stato arbitro dell'economia del posto. A completamento della struttura in gesso ci sono raffigurati con bellissimi costumi studiati appositamente per l'integrazione scenica nell'allegoria inoltre tutti i figuranti restano immobili, nelle loro posizioni plastiche, per tutto il tempo della sfilata.
Durante la domenica si potrà godere di una serie di mercati a tema (dall'artigianato tipico, all'antiquariato, passando per i prodotti enogastronomici della Romagna) particolarmente interessanti per i contenuti, di giostre, di spettacoli musicali e per bambini (cui sarà dedicato un grande spazio), eventualmente effettuare visite guidate al giardino officinale e soprattutto gustare ricette tipiche del luogo anche a base d'erbe presso gli stand gastronomici, il tutto per una giornata in mezzo alla gente all'insegna di un divertimento e una distrazione diversi dal solito.
La festa di primavera
La manifestazione nasce oltre cento anni fa come "Festa di Mezzaquaresima" e si teneva ovviamente nella settimana centrale della Quaresima. Solo a metà degli anni settanta viene spostata nel periodo di fine mese d'Aprile, soprattutto per il maltempo che puntualmente impediva un regolare svolgimento della festa.
Le basi ispiratrici della manifestazione sono da legarsi al culto della Segavecchia un feticcio che rappresenta tutte le disgrazie che hanno accompagnato l'anno precedente ed in particolare l'inverno, che nella povertà dell'epoca rappresentava un periodo di fante e miseria che veniva, e viene ancora tutt'oggi, simbolicamente arsa in piazza con festeggiamenti a titolo propiziatorio.
Alla fine del secolo scorso prese consuetudine abbinare a questa manifestazione una sfilata di carri allegorici costruiti con il gesso (materiale povero che da noi si può trovare in quantità vista la vicinanza della catena dei gessi, che stanno diventando il punto di riferimento per la costituzione di un parco) che sono ideati e portati a realizzazione da società che si aggregano appositamente per questo scopo che sono eternamente in competizione tra loro. Fino a quando la tecnologia non ha imperato, nella vita contadina venivano trainati da buoi da soma lungo le vie del paese poi, a partire dagli anni sessanta, come in tutte le attività di tipo agricolo, i buoi hanno lasciato il posto al più comodo, ma anche più rumoroso, trattore agricolo. Questi carri fin dalla loro nascita hanno avuto significati tra i più disparati ma sempre comunque di matrice seria passando dal sociale al politico al culturale all'artistico.
Nel tempo l'impostazione progettuale dei carri si è modificata giungendo ai nostri giorni, dove le dimensioni si sono dilatate dando l'opportunità ai progettisti di sbizzarrirsi al meglio con le idee ma soprattutto di cavalcare temi che, sempre comunque legati al reale e al quotidiano, vanno a sconfinare in argomentazioni artistiche, futuristiche mitologiche o quant'altro occorra ai progettisti per presentare un'allegoria d'effetto e d'elevato valore artistico.
I carri sfilano per le vie del paese e sono sempre stati accompagnati da una relazione che integra il valore delle allegorie mostrate e cerca di ampliare e rendere più vivo l'effetto della scenografia mostrata.
Non ultimo, con l'evoluzione del costume e della morale avvenuta negli ultimi anni, molto spesso vengono proposti al pubblico messaggi allegorici anche di elevato effetto erotico, mai volgari o espliciti, ma sottili e gustosi nella ricerca dei costumi dei figuranti e delle situazioni rappresentate.
Arbitro della gara è stata quasi sempre, e tutt'oggi è così, una giuria composta da intellettuali o artisti che sono, ad avviso di tutti, l'arbitro più idoneo per esprimersi in questo genere di competizione. Al termine della sfilata la giuria, dopo un'attenta riflessione, redige una relazione in cui giudica ed indica i criteri da lei utilizzati per stabilire la classifica finale, criteri e relazioni che nel dopo gara e per molti dei giorni a venire sono sempre soggetto d'accese discussioni tra i rappresentanti delle società in gara e dei loro sostenitori. |