Dovadola
Sagra del Tartufo

(Da "Romagna Eventi" ottobre 1998)

Ogni anno nella seconda metà di ottobre è in programma la "Sagra del Tartufo" di Dovadola, che dal 1987 si ripete anche la quarta domenica dello stesso mese.

Dovadola, che si trova a 18 Km da Forlì e a 142 metri di altitudine, è sovrastata dall'abbandonata Rocca dei Conti Guidi, un pregevole esempio di architettura medioevale che rappresenta la fortificazione di un sistema difensivo, molto ampio, disseminato in tutto il territorio circostante. Il nome di Dovadola deriva dal latino "Duo Vadora" ovvero due guadi , per la sua particolare locazione tra i due passaggi del fiume Montone.

Il territorio della Vai del Montone è molto ricco di "Tuber magnatum pico" detto comunemente tartufo bianco, "il più pregiato dei tartufi" come sentenziava il padre dell'arte culinaria Pellegrino Artusi ed anche il più costoso, ma fortunatamente ne basta una piccola quantità per insaporire i piatti.

La manifestazione richiama ogni anno circa ventimila persone, provenienti da tutta la Romagna, dalla Toscana, dall'Emilia, e da altre parti.

All'interno della Sagra si possono gustare le diverse specialità al tartufo, una per tutti i gusti: crostini, tagliatelle, tagliolini, antipasti, focacce, polenta e carni; bisogna specificare che nello stand gastronomico della Pro Loco, oltre ai saporitissimi piatti del Tuber, si troveranno anche i classici menu della tradizionale cucina romagnola (dedicati a coloro a cui il Tartufo non piace molto).

Il clou della festa è rappresentato dalla premiazione dei cercatori di tartufi (che nella zona contano circa duemila iscritti!) che portano la migliore qualità o la maggiore quantità. Infine viene assegnato il premio più ambito: il "Tartufo d'Oro", vinto da colui che porta il tubero più grosso. Il primato per ora lo detiene un tartufo di 950 gr. che vinse il titolo di tartufo d'oro nel 1990.

Ma la festa offre non solo specialità al tartufo, ma anche altre attrattive: il paese ospita un mercato ambulante, dove si può trovare di tutto, dalle comuni mercanzie, ai banchi con i prodotti locali, primi fra tutti i tartufi, poi funghi, prodotti del sottobosco, castagne, marroni, miele, ecc.; alcuni pittori e scultori locali allestiscono ogni anno alcune mostre. Un'orchestra allieta il pomeriggio domenicale con musica folcloristica.