Faenza
Festa di San Lazzaro

La festa

La festa di San Lazzaro si svolgeva originariamente presso l'omonima chiesa, che si trova sulla via Emilia, a tre Km da Faenza verso Forlì. La pieve, di dimensioni ridotte, fu costruita fra il 1170 e 1180; nei pressi sorse un ospedale per la cura dei lebbrosi, l'hospitale Missini, dal nome del fondatore. Nell'anno 1455 la Chiesa ed il Lazzaretto vennero annessi all'ospedale di Santa Maria della Misericordia, per ordine di papa Eugenio IV. Nella prima metà dell'800 la chiesa divenne proprietà della famiglia Acquaviva di Faenza, che la restaurò e la circondò con un bosco.

La chiesa misura 12x5,50 metri. L'abside era costituita da 5 spicchi uguali ed era ornata da un dipinto ad olio su tela del XVI secolo; vi era rappresentata la Madonna in trono con il Bambino Gesù e due angeli; nella parte destra del trittico era raffigurato S. Sebastiano, mentre nella parte sinistra c'era S. Lazzaro. Il dipinto di inestimabile valore scomparve nel 1944, quando fu trafugato nel bel mezzo degli eventi bellici.

Negli anni 1969-1970 la Chiesa, che fino a quel momento aveva fatto parte integrante della villa padronale, fu resturata; con la demolizione di parte della villa, la preziosa facciata romanica è tornata alla luce del sole. Più recentemente è stata restaurata l'abside, che andò distrutta qualche anno dopo a causa di un incidente stradale.

Anticamente i faentini del Borgo Durbecco nel giorno di San Lazzaro (ossia la domenica precedente a quella delle palme) andavano a far visita al lazzaretto Missini, portando ai ricoverati vino e i tradizionali tortelli dolci bagnati nella saba. Questo gesto umile e caritatevole ha originato una festa che vive ancora oggi, a distanza di tanti secoli.

Questa antica tradizione è andata ormai persa; infatti oggi la festa di San Lazzaro è diventata una spettacolare sfilata carnevalesca. Gli unici agganci col passato sono rimasti i tortelli e la saba. Il pellegrinaggio fino alla chiesetta di San Lazzaro non viene più effettuato e la festa si svolge per le vie storiche del Borgo Durbecco.

Le attrazioni

Il centro della festa è in Corso Europa, che congiunge la Porta delle Chiavi col Ponte sul fiume Lamone. Dal venerdì fino alla domenica nelle vetrine dei negozi sono allestite mostre di vario genere. Lungo il Corso si trovano anche bancarelle di dolciumi, fiori, libri e merci varie.

La mattina della domenica, di fronte alla sede del Rione Bianco, viene organizzato il tradizionale raduno cicloturistico. Nel pomeriggio le Majorette e la Banda partono da via Riccione per la tradizionale sfilata di San Lazzaro, formata da numerosi carri e gruppi a piedi mascherati. Molti dei costumi più belli vengono preparati nelle scuole del Borgo; tuttavia altri carri e gruppi provengono dalle località vicine. Il percorso della sfilata viene ripetuto almeno due volte; nelle vie si può assistere a spettacoli di intrattenimento di vario genere. Nei pressi del palco centrale vengono organizzati giochi tipici della tradizione folcloristica romagnola, sia squadre che singoli.

Qua e là sono allestiti stand gastronomici, dove è possibile gustare i famosi tortelli dolci rigorosamente bagnati nella saba, nonché l'immancabile piadina romagnola e gli ottimi vini del circondario.

Il tortello dolce è fatto con semplice impasto di ciambella, ripieno di pasta di castagne e cioccolato, bagnato nella saba; questa è una bevanda dolce concentrata, ottenuta dal mosto non ancora fermentato. Nella giornata di San Lazzaro gli esercenti offrono il tortello come simbolo dell'ospitalità borghigiana.