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(Da "Emilia Romagna Eventi" dicembre 1999 - Dario Montanari)
Il 5 gennaio si festeggia, ogni anno, la Nott de Bisò. La manifestazione, strettamente legata alla cultura medioevale faentina, nonché al più rinomato Palio del Niballo, vede impegnate tutte le maestranze dei cinque rioni che compongono la città manfreda: da Porta Imolese il Rione Rosso, vincitore del 43° Palio del Niballo; da Porta Ravegnana il Rione Nero, vincitore del Torneo della Bigorda d'Oro; da Porta Montanara il Rione Verde; da Durbecco il Rione Bianco, vincitore di quasi tutte le gare delle Bandiere; da Porta Ponte il Rione Giallo. Però, per la Nott de Bisò, cavallo e cavaliere, tamburi e bandiere non hanno nulla a che vedere; ben più idonei saranno la polenta, la salsiccia, le patatine fritte, la piadina e soprattutto il Bisò (Vin brulè).
I cinque Rioni, nei loro attrezzatissimi stand gastronomici vi offriranno tutto questo. Una festa tipica che assume sempre un sapore particolare grazie al concorso di migliaia e migliaia di persone. Il principe della serata è il Bisò: il vino, di ottima gradazione, di cui sono ricche da sempre le colline faentine, deve essere rigorosamente sangiovese. Esso viene cotto, zuccherato e aromatizzato (con cannella, chiodi di garofano e buccia di arancia) in enormi paioli di rame ancorati a trespoli di legno.
E gott
È fondamentale sorseggiarlo ancora bollente dentro "e gott", tradizionale contenitore in ceramica decorato per l'occasione dai validi ceramisti faentini, con motivi che cambiano di anno in anno.
Il gotto è l'altro ingrediente speciale della serata; presso gli stand rionali troverete anche il servizio dei gotti, composto da sei ciotole (riproducenti i cinque stemmi rionali più lo stemma cittadino) ed il boccale, nell'insieme formano un oggetto da collezione o comunque un ricordo dell'originale notte trascorsa in Piazza a Faenza.
La creazione e decorazione dei gotti nasce a Faenza dalla collaborazione tra i rioni e gli artigiani ceramisti faentini; dal 1990 è ripresa una nuova serie decennale, nel corso della quale verranno via via rievocati diversi stili decorativi: in una parola, una vera e propria storia dell'arte ceramica faentina secondo lo sviluppo che ha avuto nel corso dei secoli. La decorazione di quest'anno rappresenta il felice connubio di due soggetti "amatori" per eccellenza, le mani e il cuore.
Si ritiene che nel Rinascimento i vasellami così decorati fossero destinati a consacrare le unioni. L'usanza prende piede a Faenza verso l'ultimo quarto del '400, nel momento in cui si registra nella maiolica il passaggio a stili esclusivamente rinascimentali, soprattutto il ritratto, specie belle donne nel pieno della loro venustà. Ma l'amore può essere evocato anche attraverso il tema del "cuore", così sul vasellame faentino esso mostra una sorprendente vitalità di contenuti simbolici: il cuore ferito che sanguina, il cuore antropomorfo che soffre per le ferite amorose, il cuore che arde, il cuore martoriato oppure, come in questo caso, il cuore dalla inusuale forma ad anello, afferrato, quasi divaricato, con forza dalle mani, che comunque nel linguaggio "amatorio" sono simbolo di unione e fedeltà.
La festa
A mezzanotte si entra nel vivo della manifestazione, il momento più atteso della serata! Sorseggiando il Bisò fumante dentro il gotto (chi acquista il gotto potrà bere il bisò gratuitamente in qualsiasi stand rionale), tutti insieme aspettiamo il rogo del Niballo.
Niballo deriva da Nibàl, dizione romagnola di Annibale o saraceno; in tale personaggio, nel corso dei secoli, sono stati identificati tutti gli invasori. Il Niballo, oltre ad essere il bersaglio da colpire nel Palio, rappresenta, nella cultura manfreda, tutto ciò che è passato; per questo motivo viene anche vestito con i colori rionali del Rione che nell'anno vecchio ha vinto il Palio (rosso).
Il Niballo diventa il simbolo dell'anno vecchio che ci si lascia alle spalle e rappresenta il "nemico" per antonomasia, ovvero rappresenta ogni tipo di avversità. Bruciarlo a mezzanotte, a pochi giorni dall'inizio dell'anno nuovo e berci sopra è dunque un allegro sberleffo contro la malasorte e un auspicio per una nuova buona annata.
La serata, oltre ad offrire le insaziabili visioni enogastronomiche, sarà occasione per incontrare, ritrovare amici, fare nuove conoscenze, conoscere meglio la vita e l'attività rionale (che per l'occasione dimostra tutta la sua professionalità), immedesimarsi nella tradizione medioevale di questa città, ed infine, divertirsi a vedere i petardi esplodere come fuochi d'artificio dal Niballo in fiamme. Una serata diversa dal solito!
Programma
Ore 14.30: apertura stand gastronomici rionali; o nel pomeriggio: ingresso in Piazza del Niballo su un carro trainato da buoi;
Ore 20.00: spettacoli musicali d'intrattenimento;
Ore 24.00: rogo del Niballo. |