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(Da "Romagna Eventi" novembre 1998 - Dario Montanari)
Importantissime manifestazioni, nell'arco dell'anno solare, nella città di Foriì, non ce ne sono, tuttavia vengono allestite delle "Fiere-Mercato" che hanno origini storiche molto lontane. La Madonna del Fuoco, patrona della città, è sicuramente la manifestazione più sentita; essa coinvolge tutta la città e le frazioni e si festeggia il 4 febbraio; segue la Fiera di San Pellegrino (10 Maggio), la Fiera di Santa Caterina (25 novembre) e la Fiera di Santa Lucia (13 dicembre).
Questi appuntamenti, diventati nel corso degli anni, dei comuni mercati straordinari, sono momenti di aggregazione, allegria e storicamente tradizionali nella cultura della città di Caterina Sforza. La Fiera di Santa Caterina e la Fiera di Santa Lucia possono essere definite "Fiere del Torrone".
Sul finire del mese di novembre, nel quartiere S. Biagio di Forlì, si svolge la Fiera di S. Caterina. Il culto della Santa è molto antico. S. Caterina d'Alessandria d'Egitto fu martire delle persecuzioni di Diocleziano avvenute all'inizio del IV secolo d.C. Le celebrazioni liturgiche si svolgono nella Chiesa Parrocchiale di S. Biagio, mentre la Fiera viene allestita, nel pomeriggio di lunedì 25 novembre, nella piazzetta S. Biagio (di fronte alla chiesa) e nei vicoli circostanti.
Di tutte le manifestazioni che si svolgono nella città, questa è forse la meno diffusa, ma rimane il primo appuntamento festivo della città che si prepara al periodo natalizio. Fra le bancarelle allestite si possono trovare mille buone ragioni per fare degli ottimi acquisti, come: decorazioni natalizie, formaggi, salumi, bigiotteria, dolciumi e torrone.
Il torrone, in questo giorno, è protagonista in quanto viene regalato alle "belle signore". Le origini di questo simpatico gesto sono, senza certezza alcuna, legate alla nobile Caterina Sforza: in quei tempi (XVI secolo), nel giorno di S. Caterina (allora il culto era molto più diffuso che oggi), la nobildonna forlivese, omonima della Santa (solo di nome!) era solita recarsi nella chiesa di S. Biagio, dove, come si fa ancora oggi, si celebrava la festa. In quell'occasione, uno sconosciuto, volendo omaggiare la sua bellezza, le regalò un pezzo di torrone che Caterina gradì molto. Da allora la tradizione si ripete ancora oggi.
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