Forlimpopoli
Segavecchia

La festa

Le origini della Segavecchia di Forlimpopoli sono vecchie di oltre quattro secoli, ma solo da una cinquantina d'anni se ne sono ricuperate le tracce. A farlo è stato il Cavaliere Andrea Benini che nel 1949, con la collaborazione del bibliotecario della biblioteca comunale di Forlì Antonio Mambelli, rinvenne un documento della raccolta Piancastelli nel quale si parla di "...segare la Vecchia due volte sessagenaria e arcidecrepita ne la segata di strada maggiore...". Il foglio porta la data del 17 marzo 1667; il fatto che a quell'epoca la Vecchia due volte sessagenaria venisse segata nell'attuale via Saffi, significa che l'origine della Segavecchia di Forlimpopoli risale quantomeno al 1547.

La leggenda vuole che ad una giovane sposa, trovandosi gravida in tempo di quaresima, venne voglia di un salsicciotto bolognese; tanta era questa voglia che "se lo trangugiò ancora crudo tutto intero": peccato grave, per il quale sarebbe stata condannata a morte, e addirittura segata a metà da due boia incappucciati.

La Vecchia di Forlimpopoli viene segata da boia incappucciati, a differenza di altre località dove essa viene bruciata. La voce di un immaginario presidente di tribunale popolare legge in pubblico i capi d'accusa che hanno portato alla condanna della Vecchia; essa viene ufficialmente e inesorabilmente incolpata di tutti gli scandali pubblici e privati menzionati durante l'anno trascorso dalle cronache locali e nazionali. Tuttavia i veri protagonisti di tali fatti emergono chiaramente dal racconto ed è per essi che il popolo chiede, in realtà, il meritato castigo; la vera chiave di lettura dell'evento è dunque questa ambiguità impunita, che suscita ilarità e commenti piccanti.

La Vecchia viene quindi condannata a pagare le colpe di tutti; i boia faticano con una sega da tagliaboschi lunga ben 4 metri, fatta di legno. In realtà il manichino della Vecchia, essendo incernierato a metà altezza, si apre tirando una corda. In tal modo, con l'esecuzione, la testa e il busto della Vecchia ricadono all'indietro; dal ventre si libera una quantità di regali che vengono presi d'assalto dai bambini tutti attorno.

Le attrazioni

Nel rispetto dell'antichità della festa, i visitatori-forestieri devono acquistare, alle porte della città, il "passaporto" per avere via libera all'interno della festa, che dura complessivamente una diecina di giorni.

Infatti la Segavecchia di Forlimpopoli non è soltanto la rappresentazione descritta sopra, ma un insieme di numerosi eventi, mercati, giochi, spettacoli e incontri sportivi; a ragion veduta si può affermare che la Segavecchia è l'avvenimento romagnolo più importante del mese di marzo

Come sempre, i mercati rappresentano una delle attrazioni principali; ci sono gli ambulanti con le loro bancarelle, gli stand alimentari, il mercatino della Segavecchia che si tiene nel cortile della Rocca, dove si possono trovare cose vecchie e prodotti artigianali. Anche i giovani trovano pane per i loro denti, grazie ad un grande parco di divertimenti.

Nelle due domeniche della festa si tiene un grande Corso mascherato, che sfila per quattro volte per le vie cittadine, di cui una volta in notturna; il corteo è aperto da due bande con numerosi strumentisti e dalle immancabili majorettes.