Fosso Ghiaia (Ravenna)
Sagra del Pinolo

 

(Da "Romagna Eventi" maggio 1998 - Tiziano Suprani)

Il 1° maggio di ogni anno a Fosso Ghiaia, località del comune di Ravenna, presso il Parco l° Maggio si svolge la Sagra del Pinolo. La manifestazione è organizzata dal Comitato Cittadino e dalla Società Sportiva di Fosso Ghiaia con il patrocinio della Seconda Circoscrizione del Comune di Ravenna.

PARCO l° MAGGIO E LE SUE ORIGINI

Poco distante dalla basilica di S. Apollinare in Classe, verso S-E, s'incontra la tanto ammirata pineta di Classe, celebrata da illustri compositori della letteratura italiana, tra i quali Dante (Divina Commedia), il Boccaccio (Decameron), e Byron. L'antichità di questa pineta, in origine parte di un unico gran bosco disposto su tutto il litorale ravennate, è confermata da diversi storici dell'età classica. Questi c'informano, infatti, dell'utilizzo del legno di pino nei porti romani, per le costruzioni navali; per la presenza, in età romana, del porto augusteo a Ravenna, è stata ipotizzata l'esistenza di una pineta già all'inizio dell'impero Romano.

Leggendo bene quelle pagine non si trovano, però, menzioni dirette della pineta di Classe almeno fino all'inizio del V secolo; a questo risale, infatti, la notizia della battaglia decisiva tra Odoacre e Teodorico che ebbe, tra la sua ricca vegetazione, il proprio epilogo. L'introduzione del pino deve pertanto risalire ad un periodo di poco precedente, cioè all'inizio del IV secolo; a questo corrisponde una vivace economia della città di Ravenna e, in particolare, la piena funzionalità del porto di Classe, con conseguente intenso sfruttamento del legno di pino. Nei secoli successivi, quando la pineta passò sotto l'amministrazione della Chiesa e quindi dell'abbazia di Classe (dal quale trae il nome), si susseguirono vari interventi di seminagione e di governo dei pini, dei quali rimangono, ancora oggi, lontani ricordi.

Da uno scritto di Primo Uccellini, risalente alla metà dell'Ottocento, si viene a conoscenza che la raccolta dei pini aveva inizio ad ottobre; i primi ad essere impegnati erano i Pinajuoli, in altre parole coloro che, con aste uncinate, si arrampicavano sui pini e facevano cadere a terra le pigne. Queste erano poi raccolte dai giovanotti (Manganelli) e trasportate all'Aje, dove erano disposte in fila (Cordoni); in primavera, con una mazza ferrata, erano spogliate del fondo, cosi da aprirsi più facilmente sotto i raggi del sole e ai colpi di un rastello (Tarchio). Una volta private dei pinoli, erano chiamate Sgobole.