Predappio Alta (Predappio)
Festa della Beata Vegine della Maestà

(Da "Romagna Eventi" ottobre 1998 - Dario Montanari)

Si celebra la 3a domenica di ottobre di ogni anno, quella che da secoli è la festa più sentita per i paesani di Predappio Alta, attorno ad una Immagine della Beata Vergine da sempre chiamata della "Maestà". E' una Madonna con in braccio il Bambino Gesù, seduta su un trono. E' custodita in una decorosa sede al centro della parete sopra l'altare del presbiterio, sovrastata da stucchi raffiguranti la gloria del Paradiso, nel piccolo Santuario che oggi si ammira a sud-ovest del paese e chiude la piazza.

La festa fu fermamente voluto dalla fede e dalla devozione di tutta la gente, dopo che il terremoto del 1759 aveva reso pericolante la celletta che custodiva al ciglio della strada, la venerata Immagine a cinquanta metri dalla "Porta S. Pietro". Dopo 15 anni di duro lavoro, raccogliendo sassi e pietre ed elemosine e tanta tenacia, il 12 ottobre del 1774, tagliata la parete col dipinto, avvenne la famosa traslazione, con una solenne processione e con tre giorni di pellegrinaggi e pratiche devozionali, che si conclusero alla domenica con una festa e una gioia mai viste.

Da allora tutti i predappiesi si sono ritrovati a questa data con lo spirito della gioia, dell'incontro e del ringraziamento, rallegrati dalla Banda Comunale, dalle Bande più prestigiose dei dintorni, dal ritrovarsi intorno a mense specialissime, a cuccagne, giochi in piazza, orchestre, balli, girandole e fuochi artificiali.

Le celebrazioni si svolgono nell'omonima chiesa dove all'interno è possibile ammirare l'affresco raffigurante la Beata venerata; esso è di origini francesi e fu qui deposto dai paesani il 12 ottobre del 1774.


La località

Predappio Alta, l'antica Predappio, più comunemente chiamata la Prè, sorge attorno ad un castello medioevale arroccato su una delle più belle e sorridenti colline dell'entroterra romagnola, nella valle bagnata dal fiume Rabbi.

Il nome deriva da Pietra d'Appio (Castrum Petrae Appii), sasso puddinga su cui fu costruito il castello. Quest'ultimo, di origine medioevale, è una "fortezza" costruita all'incirca nel 1283; originariamente aveva tre torrioni merlati alla ghibellina, la porta d'entrata sormontata dallo stemma della nobile famiglia Theodoli di Forlì, e su un ingresso principale un dipinto-affresco d'arte gotica veneto-romagnola del secolo XIV, raffigurante la Sacra Immagine della "Beata Vergine della Maestà", trasferita poi nel 1774 nell'omonima chiesa al centro del paese.

Oggi del castello originario, resta solo il "maschio" di difesa che domina altissimo il paese ed è in attesa di restauri.

Il caratteristico borgo medioevale offre al visitatore l'opportunità per trascorrere in tranquillità delle belle giornate. Si potrà apprezzare la natura tranquilla ed accogliente lungo i numerosi sentieri, che, attraverso boschi di pini, di querce e castagni, e pendii rigogliosi di vegetazione e generosi di prodotti di sottobosco, tra cui il tartufo e numerose specie di funghi, portano a crinali dai quali si può intravedere anche il mare Adriatico.

Nel sottosuolo delle colline di Predappio Alta, esistono numerose grotte scavate un tempo per estrarre lo zolfo e servite poi durante la guerra come rifugio antiaereo per molte famiglie. Queste grotte hanno scenari naturali di particolare bellezza. Ad alcune sono stati dati dei nomi:

  • la grotta dei pipistrelli, perché luogo di svernamento e letargo di questi mammiferi alati;
  • la grotta del lago, con acqua sulfurea in continuo ricambio;
  • la grotta del trono ed altre caverne e cunicoli.

Dal 1981, quando alcuni speleologi portarono per la prima volta una stella di Natale nella "sala del trono" nacque l'idea di realizzare il "Presepio della Zolfatara". Da allora, ogni anno a Natale, si allestisce in queste grotte sotterranee, opportunamente adattate, la grande rappresentazione sacra della Natività.