La festa
L'origine della "Festa del Falò" si perde nel tempo; c'è chi la fa risalire addirittura a riti pagani, celtici in particolar modo. Al giorno d'oggi l'accensione dei falò è presente in tante altre località; essa assume i significati più svariati, come la celebrazione dell'arrivo della primavera o l'invocazione di una buona annata per la raccolta nei campi.
Si narra che a Rocca San Casciano, fin dal XII secolo, venivano accesi falò anche lungo le rive del fiume Montone, a seguito di rovinose inondazioni, allo scopo di placare le acque. Tuttavia la cosa è tutt'altro che certa e probabilmente si tratta di pura fantasia: è così che si creano le leggende?
Su queste motivazioni di derivazione pagana è stata innestata la ricorrenza religiosa di San Giuseppe (19 marzo), celebrando la festa dei falò proprio in quella data, fin dal 1700. Nei cortili di ogni contrada veniva acceso un falò; attorno ad esso si mangiava, si beveva e si danzava. Ai giorni nostri, invece, i falò sono soltanto tre; essi stanno a rappresentare i Rioni cittadini di Borgo, Buginello e Mercato.
La manifestazione vera e propria viene preceduta dalla cosiddetta "anteprima del falò"; essa permette di seguire l'allestimento dei pagliai (mede) da bruciare. |
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Le attrazioni
Il sabato della festa, lungo le vie del paese, si tiene un mercato con bancarelle di vario genere. In serata si entra nel cuore della manifestazione: nella piazza centrale si tengono spettacoli organizzati dai Rioni. A notte, verso le ore 22, si va tutti sul fiume, dove vengono accesi i tre falò; quelli del Mercato e del Borgo si trovano uno di fronte l'altro appena a monte del ponte vecchio, nel cuore del paese; invece il falò del Rione Buginello è più a valle, nei pressi della via omonima.
L'atmosfera è senza dubbio molto suggestiva, complici l'oscurità; le acque del Montone, le vigorose fiamme che si protendono verso l'alto, i riflessi delle luci sull'acqua. L'accensione dei falò è seguita da uno spettacolo pirotecnico e due sfilate, una organizzata dal rione Borgo ed una organizzata dal rione Mercato.
Nel giorno seguente, domenica, prosegue il mercato. Nel pomeriggio la piazza centrale è teatro di altri spettacoli più o meno improvvisati, con la ripetizione delle sfilate organizzate dai tre Rioni.
La manifestazione è curata dalla Pro Loco di Rocca San Casciano, in collaborazione con i tre Rioni ed il Comune. Durante tutti i giorni in cui si articola la Festa dei Falò funziona uno stand gastronomico, dove si possono gustare le immancabili piadine romagnole e i prodotti tipici locali, al suono di musica folcloristica e altre sorprese. |
LA FESTA DEL FALÒ
Terra, Aria, Acqua, Fuoco: questi gli ingredienti della più suggestiva festa del paese. Qui sull'ampio greto sassoso, tagliato a metà dall'accqua che scende copiosa, la sera di uno dei primi sabati di primavera, nell'aria che spira ancora fresca s'innalzano le fiamme dei falò, così alte da raggiungere i tetti delle case. I due rioni Borgo e Mercato si immedesimano in questi fuochi giganti; per voce hanno il fragore dei botti che esplodono sull'una e sull'altra sponda. La folla fa spazio, si allontana per il calore e per il rumore, i contradaioli gridano in questa confusione infernale.
Più discosto il falò del Buginello, che brucia isolato dall'altra parte del ponte. Dal ponte nuovo s'accendono girandole e si sparano fuochi artificiali, seguono altri fuochi artificiali che fanno del cielo una tavolozza favolosa.
Dopo un'ora, quando i falò si sono ridotti, la festa non è ancora finita: inizia la seconda parte. Già prima dell'accensione dei fuochi il rione Buginello ha intrattenuto i Rocchigiani e gli ospiti con uno spettacolo in piazza, ora sulle 22.30 iniziano le sfilate dei rioni Borgo e Mercato: ogni rione ha tre quarti d'ora a disposizione per dare libero sfogo alla propria fantasia.
Ogni sfilata ha un tema portante, che varia di anno in anno, ispirandosi ora ad un paese lontano, ora a temi particolari. Su questo tema vengono realizzati tre o quattro grandi carri allegorici, animati da decine di contradaioli; altre decine di figuranti danno vita alla sfilata seguendola a piedi; ognuno provvede in proprio a farsi il costume. Per allestire i carri e confezionare i costumi c'è un lavoro di mesi, che viene bruciato nell'entusiasmo di una sfilata che dura meno di un'ora. Appena un rione lascia la piazza è pronta ad entrare la sfilata dell'altro, il tutto accompagnato da una musica assordante.
E' passata la mezzanotte quando la piazza a poco a poco si svuota.
(Dal libro ROCCA SAN CASCIANO, SAN DONNINO E DINTORNI
di Francesco Cappelli - 1999 Pro Loco di Rocca San Casciano
Per gentile concessione dell'Autore, con la collaborazione di Ivo Cappelli) |