Santarcangelo di Romagna
Fiera di San Martino

La festa

Nell'anno 397 d.C. a Tours moriva Martino, vescovo della città. Era nato tra il 315 e il 317 in una località della Pannonia, Sabaria (l'attuale Szambatkely in Ungheria). Figlio di un ufficiale di frontiera dell'impero, si trasferì a Pavia con la famiglia; qui fu indirizzato agli studi umanistici e venne a contatto col cristianesimo, non ancora religione molto affermata ma, almeno, non più perseguitata.

Appena quindicenne fu avviato dal padre alla carriera militare. Quando si travava ad Amiens ebbe luogo il famoso episodio storico del mantello, documentato anche da alcuni scrittori del tempo. Nell'anno 339 fu battezzato e nel 354 lasciò le armi per farsi monaco e dedicarsi all'apostolato.

Da quel momento iniziò a peregrinare prima in Francia, poi in Ungheria e in Italia, acquistando fama per i miracoli che compiva e per la protezione che offriva ai deboli e agli oppressi.

Verso il 360 tornò in Francia e a Ligugé fondò il primo monastero d'Occidente, a cui ne sarebbero seguiti altri. La sua fama crebbe a tal punto che nel 371 gli abitanti di Tours lo elessero loro vescovo. Anche in questa veste continuò i suoi peregrinaggi a dorso d'asino nelle campagne francesi, portando la fede cristiana tra i poveri e continuando nelle guarigioni miracolose e nella difesa dei poveri. Nei pressi di Tours fondò il Monasterium Maius, che raggiunse presto una grande notorietà.

Morì il giorno 8 novembre 367 a Tours. Il culto di San Martino si diffuse ben presto in tutta l'Europa, Italia compresa; basti dire che da noi ammontano ad oltre 150 le località grandi e piccole che portano il suono nome.


Le attrazioni

La ricorrenza di San Martino viene celebrata in diverse località della Romagna, tra cui le più note sono Lugo e appunto Santarcangelo. In quest'ultima cittadina ha assunto da tempo il ruolo di appuntamento autunnale più importante, conquistandosi una meritata fama di fiera autenticamente popolare.

La tradizione storica documentata la fa risalire allla seconda metà del secolo XIII; in realtà si pensa che la ricorrenza di San Martino risalga all'antica tradizione celtica di Ognissanti. In quell'occasione si chiudeva l'anno agricolo appena trascorso, celebrandolo con grandi feste.

Al tempo dei Malatesta la Fiera di San Martino a Santarcangelo era di grande importanza economica, tanto da meritare speciali privilegi e franchigie per il movimento delle persone e il commercio delle cose; si tenga presente che Santarcangelo si trova in una invidiabile posizione strategica, molto adatta agli scambi. Il periodo autunnale era propizio per il commercio di tutto quello che poteva servire ai contadini nel cambio di stagione, dalle scorte alimentari agli attrezzi, dai vestiti agli animali e a tutte le altre merci. Attualmente la Fiera di San Martino riesce a conservare ancora il sapore genuino di un tempo, coi caratteri di rito propiziatorio dell'abbondanza dei raccolti e dei commerci.

Nella tradizione popolare la Fiera è ricordata come la "fira di bec", ossia la festa dei cornuti. Per questo motivo nella piazza centrale si Santarcangelo, sotto l'arco di Papa Ganganelli, pendono le corna; un tempo vicino ad esse venivano esposti alla pubblica derisione coloro che erano stati vittime di tradimenti nel corso dell'ultimo anno. La superstizione vuole che le corna oscillino al passare di persone tradite, quasi si trattasse di un oracolo del tutto particolare, in grado di segnalare i comportamenti infedeli ricevuti dalla persona amata. Sarete tra quelli che oseranno passare sotto le corna dell'arco senza battere ciglio, accettandone l'eventuale responso negativo e il conseguente scherno da parte di presenti e amici?

In occasione della Fiera le vie della città sono letteralmente tappezzate di bancarelle e rivendite di ogni tipo, fin negli angoli più reconditi e lontani. La partecipazione di pubblico è elevatissima e costringe spesso a lasciare l'automobile abbastanza lontano dal centro. Niente male: è sempre bello lascirasi trasportare dalla ressa festosa, immersi nei colori delle merci in esposizione e negli odori emanati dai numerosi stand gastronomici, che offrono le specialità tipiche della zona e dei dintorni, fino alle Marche e alla Toscana.